Ciao a tutti.  

Quelli che state guardando sono i dolci musetti di Piuma e Pinuccio, un gatto e un cane felicissimi e fortunati.

 

Dedico questo mio articolo a loro ma soprattutto a tutti quegli animali che nei decenni sono stati sfruttati, maltrattati,  martoriati e uccisi con la vivisezione (dal latino vivus, vivo, e sectio – onis, taglio)  a scopo cosmetico

Scusate il maiuscolo, ma questa la voglio proprio dire urlando così che mi sentano fino in Alaska!!!

SONO  F E L I C I S S I M A !!

IMMINENTE STOP AI TEST COSMETICI SUGLI ANIMALI!!!

Dopo anni di battaglie che parevano non portare mai ad una vittoria, dopo milioni di firme su petizioni e richieste che puntualmente venivano respinte e/o ignorate, dopo le innumerevoli manifestazioni e proteste pacifiche spesso represse a colpi di manganello, finalmente ci siamo!

Finalmente la voce di tutti coloro che hanno “dato voce” agli animali è arrivata in alto  ed è evidente che finalmente là in alto vi si trovassero le persone giuste, di buon cuore e di buon senso.

La data dell’11 marzo 2013 per animali e animalisti  rimarrà nella storia. In tale data, la UE decreterà il divieto assoluto di qualsiasi test su animali a scopo cosmetico e per sempre. 

Per mesi e mesi rimbalzavano voci che parlavano di slittamenti di tale data, e non di poche settimane o mesi, ma di anni!  Così aleggiava una forte sensazione di sconforto, di disfatta, di inutilità dei gesti.

Poi però bastava guardare gli occhioni enormi e buoni del mio cane o quelli ammaliatrici della mia gatta per ribellarmi a questo senso di impotenza, scrollarmi di dosso lo sconforto e riprendere con grinta la mia (nel mio piccolo) battaglia contro i test cosmetici sugli animali.

In Europa già dal 2004 erano stati vietati i test su prodotti finiti e su singoli ingredienti cui tossicità o non tossicità erano già state comprovate da tempo.

Per tutti quegli ingredienti nuovi la cui sicurezza a lungo termine non era ancora nota, il divieto non sussisteva poiché non erano stati individuati o approvati  “metodi alternativi di sperimentazione” che non prevedessero l’impiego di animali.

Molte aziende, sapendo che con la questione test su animali perdevano una buona fetta di clientela, hanno trovato il modo di ingannarla abusando di simboli e diciture sulle confezioni che non gli competevano,  si fregiavano del famoso simbolo cruelty free raffigurante il coniglietto oppure applicavano scritte “prodotto finito non testato“, giocando sull’ignoranza e sulla buona fede dei più, perché di fatto tutti i cosmetici finiti o le materie prime,  da anni hanno il divieto di venire testati su animali, e se anche un solo ingrediente del prodotto viene testato, di fatto il prodotto finito non lo si può definire cruelty free. 

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Un altra “furbata”, escogitata da aziende note in campo cosmetico, è stata quella di accattivarsi la fiducia dei clienti e in questo caso degli animalisti, certificandosi Icea e rinnovando la certificazione per alcuni anni, per poi smettere di rinnovarla, “scordando” di mettere al corrente la propria clientela, non aggiornando le info riguardanti la propria condotta e cominciando ad importare cosmetici prodotti per loro dalla Cina, paese dove a tutt’oggi i test sugli animali sono non solo leciti, ma addirittura obbligatori. 

Chi, come me, è sensibile a certe tematiche, conoscerà bene l’opprimente senso di colpa che si prova nello scoprire di aver acquistato un prodotto con la convinzione che fosse cruelty free e riscontrare poi che non lo era!!

 

 STOP AI TEST COSMETICI SUGLI ANIMALI

Per destreggiarci tra un infinità di prodotti e messaggi ingannevoli, il nostro punto di riferimento è sempre stato ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale)  per LAV ( Lega Anti Vivisezione) che è il rappresentante italiano per la ECEAE, ovvero: European  Coalition End Animal Experiments .

L’ICEA si occupa di verificare, approvare e certificare le aziende cosmetiche interessate alla denominazione cruelty free.

La questione certificazione Icea però, penalizzava involontariamente molte piccole aziende sparse sul nostro territorio che sono assolutamente cruelty free per scelta e da sempre. Le certificazioni hanno dei costi onerosi e per una piccola azienda dal fatturato modesto far fronte ad ulteriori spese diventava un peso ulteriore, perciò rinunciava al certificarsi e veniva tenuta in ombra dalle altre che si erano potute permettere l’autorevole approvazione.  

Con l’entrata in vigore del divieto assoluto di test su animali, tutte le aziende cosmetiche diventeranno (volenti o nolenti) cruelty free, sempre che quelle che inseriscono nelle loro formule derivati animali si assicurino che non provengano da allevamenti intensivi e non comportino ne sofferenze ne soppressione degli animali ( e qui si aprirebbe un nuovo dibattito) .

Pochi giorni fa, mentre trascorrevo il mio tempo libero tra “mi piace” e “condivisioni” su Facebook, nella Home mi compare un link condiviso da qualche mio contatto, che segnalava un articolo apparso su TGcom24 e parlava dello stop dall’Unione Europea agli odiati test. 

Io non ci speravo proprio in una notizia così, sapevo che avevano seria intenzione di rimandarla al 2015 e, una volta giunti al 2015, chissà quali altri pretesti avrebbero trovato ancora, quindi ho letto l’articolo con un po’ di incredulità e ho aspettato che arrivassero altre notizie e conferme.  

STOP AI TEST COSMETICI SUGLI ANIMALI

Mi ha sempre fatto stare male l’idea che creme, rossetti, fard e belletti in genere, che per frivolezza e vanità applichiamo sui nostri visi per apparire più graziose e curate, potessero aver causato dolore o morte a migliaia di creaturine indifese e innocenti. 

Sottoporre animali ad inaudite barbarie, a dolore continuo, spesso senza nemmeno l’ausilio di anestesie o antidolorifici. Animali resi ciechi o ustionati o ammalati e alla fine lasciati morire…..  e questo perché? Perchè noi potessimo imburrarci in tutta sicurezza le nostre delicate boccucce con schifosissimi siluretti paraffinati?  O perchè il silicone volatile di turno potesse illuminare artificiosamente le nostre belle chiome?  NO, io non potevo starci e da quando ho preso coscienza ho cercato in tutto e per tutto di non incentivare l’acquisto di cosmetici prodotti da aziende maledettamente crudeli!  Inoltre molte aziende si sono barricate dietro la scusa che a loro importasse la nostra bellezza e il nostro benessere,    ma l’unica cosa che davvero gli importava era ingrossare i loro portafogli. Non a caso per anni ci hanno propinato schifezze inaccettabili, proclamandole come elisir di bellezza miracolosi.. cosmetici impastati di derivati del petrolio, di siliconi e altre sostanze nocive sia a noi che all’ambiente. 

Accetto, seppur con dolore, che si possano eseguire degli esperimenti utili al fine medico, e qui non entro in merito sulla loro utilità ed efficacia perché non ho le dovute conoscenze, ma a fine cosmetico proprio NO, non li accetto!! Esistono un’infinità di sostanze approvate e sicure e comunque da tempo fonti autorevoli confermano l’inutilità, l’inaffidabilità di tali esperimenti, definendoli sorpassati e dichiarando che le metodologie di sperimentazione alternativa sono una realtà, solo che le vite dei poveri animali costano molto meno e vi è attorno agli animali da laboratorio un business enorme. 

Da quando ho preso coscienza del male che viene perpetrato ai danni dei nostri amici animali, ho sempre cercato di evitare di alimentare quel settore di produzione che basa la sua politica aziendale su metodologie eticamente incompatibili con il mio cuore e il mio pensiero. 

Ricercare prodotti cruelty free, suggerirli e promuoverli attraverso le mie opinioni, è una delle azioni utili che nel mio piccolo ho posto in atto. Quando vi ho parlato di aziende  come “Saponificio Gianasso” (I Provenzali)  o “Athenas” (L’Erboristica e Mediterraneo) o “Lush”  ed ho rimarcato, insieme alla genuinità delle loro formule, la loro condotta etica, era un modo per sensibilizzare le coscienze ed indirizzare altri a prediligere aziende e prodotti di questo tipo.  

STOP AI TEST COSMETICI SUGLI ANIMALI

Mercoledì, con immensa gioia, aprendo la posta elettronica e sfogliando le varie newsletter, trovo ulteriore conferma alla notizia letta alcuni giorni fa su tgcom24.

La mail mi arriva da un’azienda cosmetica etica che molti di voi conosceranno e che da oltre 20 anni è attiva e si è fatta promotrice fiancheggiando l’organizzazione mondiale ‘”Cruelty Free International”‘ nella lotta ai test cosmetici sugli animali.

Con grande entusiasmo e condivisibile soddisfazione, chi da tempo è in prima linea nella battaglia contro la sperimentazione animale ci tiene a divulgare la notizia. L’entusiasmo si è sparso a macchia d’olio dopo le dichiarazioni rilasciate da Tonio Borg, commissario UE per la salute, il quale attraverso una lettera scrive quanto segue :

Credo che il divieto entrerà in vigore a Marzo 2013, poiché il Parlamento ed il Consiglio hanno già deciso.
Non prevedo pertanto di proporre un rinvio o una deroga al divieto.
Questa decisione significa tra l’altro che è necessario rivolgere i nostri sforzi verso lo sviluppo,
la convalida e l’accettazione di metodi alternativi, così come verso il riconoscimento internazionale di tali metodi.
So che la ECEAE è stato un partner prezioso e preparato in merito a tali temi e conto sul vostro supporto in futuro.

Per molte industrie cosmetiche sarà una bella manata in piena faccia, ma non me ne dispiace affatto!!

Ciao :) Lasciami un tuo parere, ponimi domande o mandami anche solo un saluto...

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